I nostri valori

Benvenuti a Zagonara di Cotignola, piccolo borgo agricolo nel cuore della Bassa Romagna. Appena fuori città, a poche pedalate se volete, ma in uno scenario rurale d’altri tempi in cui pace e poesia sembrano aver trovato la propria dimora secolare.

Cotignola e la dedica di Alessandro Tassoni
nel poema ‘La Secchia Rapita’ (1630)

La cornice ideale per il nostro concetto di ristorazione: termine questo, che non significa semplicemente condurre un ristorante ma, con un po’ di presunzione, fornire ristoro, rinfrancare, riproporre il piacevole legame con queste terre generose e piene di vita.

Parliamo di tradizione e di storia, che tanto hanno segnato le nostre città, i paesi, le piazze e le strade. La vita degli uomini e le loro abitudini. Gli accenti ed i dialetti.

Valori che abbiamo trovato qui e
vi riproporremo, ogni giorno,
con rinnovata passione.

Fabio e Valentina

Zagunera
Frazione di Cotignola (…e di storia!)
Con ogni probabilità il nome Zagonara deriva dal dialettale Zagunéra (ossia Diaconara) perché tra il clero della vicina Pieve di Barbiano vi erano molti diaconi che amministravano i beni e le proprietà della chiesa fino a quella che è oggi il piccolo centro abitato.

Per quanto si tratti solo di un piccolo paese, nel 1424 fu teatro della celebre Battaglia di Zagonara, nella quale le milizie assoldate dai Fiorentini, spaventate dai progressi di Filippo Maria Visconti, Duca di Milano, si scontrarono con le sue truppe, guidate dal Carmagnola, celebre capitano di ventura che legò il suo nome a quello della famiglia milanese.

Carlo Malatesta, Signore di Rimini, a capo di un esercito di diecimila cavalieri e tremila fanti, fu mandato a soccorrere Alberico da Barbiano (detto anche Alberico di Cunio), assediato dalle truppe viscontee nel suo Castello di Zagonara. Il 28 luglio le due truppe guidate dal Malatesta e dal Carmagnola si produssero in un aspro combattimento che terminò con la sconfitta dei Fiorentini. Il Malatesta fu poi condotto prigioniero a Milano e fu trattato con tale gentilezza da Filippo Maria al punto di indurlo a passare dalla parte dei Visconti. Anche Alberico fu fatto prigioniero e anche lui, anziché alle prigioni, fu destinato a un comando dell’esercito visconteo; fondò poi il casato di Belgioso/Barbiano.

Nella Mappa Manzieri del 1725, via Castellazzo, dopo circa 200 metri dalla chiesa di Zagonara, si apriva a circolo perfetto, del diametro di circa 250 metri, per poi tornare rettilinea fino al suo termine. In quell’area, tutt’ora più elevata delle zone circostanti, perché ne contiene ancora i resti, sorgeva il Castello dei Conti di Cunio distrutto dal Carmagnola durante la battaglia del 1424. Il nome della strada deriva, infatti, dal dialetto e’ castlàzz.

Il Castello fu riedificato dai paesani sopravvissuti, ma perse la sua importanza strategica, e il paese si sviluppò come centro agricolo. Nuovamente distrutto nel 1453, esso non venne più ricostruito, ma le sue pietre servirono per l’edificazione delle case contadine. Ecco perché oggi non ne restano testimonianze visive.

Qual buon vento?!!
L’atmosfera giusta per ogni occasione

Frequentatori assidui, forestieri casuali, viaggiatori o malcapitati, colleghi in affari, amici ritrovati o coppiette innamorate, l’Osteria vi accoglierà sempre con lo stesso spirito gioviale e caloroso e con il suo ambiente piacevolmente versatile.


L’intimità degli ambienti si presta agevolmente al colloquio riservato e professionale, così come ad un incontro romantico accompagnato da un gradevole sottofondo musicale ed un’atmosfera magica di luci soffuse e candele.


Ma anche (e come no!!?) ad un ritrovo di famiglia nel quale i più piccoli potranno dilettarsi nell’angolo dei giochi e dei colori, mentre i più attempati
(…chiamiamoli parenti più saggi, va là!)
riscopriranno utensili, immagini e testimonianze di un’antica Romagna da tramandare.





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